Semplicemente Betta

Le nuvole come zucchero filato danzavano e giocavano guardandomi dall'alto. Io felice e inzuppata di gioia, mi sentivo così leggera che un soffio di vento mi avrebbe potuto sollevare da terra, come se fossi stata solamente una figurina di carta. Ma questa è un'altra storia...

Eccomi

Blogger: BettaB
Nome: Betta B
"Sognare non costa nulla, dicono. Non sanno quanto si sbagliano. Ma chi non ha sogni non ha molto. Ti possono ferire, ma è l’unico modo che hai per vivere e non sopravvivere." tratto dal libro "Caffé Valeriana Vomito Sigaretta"

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lunedì, 30 giugno 2008

Stamattina, uscendo da casa di Ale, ho trovato sul parabrezza della macchina degli aghi di pino, probabilmente portati dal temporale notturno.
Ho azionato i tergicristalli, sperando di spazzarli via, ma con scarsi risultati. Sono quindi scesa dalla macchina, e ho iniziato a toglierli uno per uno.
All'improvviso mi sono imbattuta in un magnifico spettacolo. Tra gli aghi ho trovato una fogliolina: era piccolissima e secca, ma era perfettamente a forma di cuore.
Ho lanciato uno sguardo verso il Cielo, e ho capito che va tutto bene.
Poi l'ho presa e sono tornata in macchina.
Ho ingranato la marcia, e sono partita. Ma solo per fermarmi poco dopo.
Ho suonato a casa di Ale e ho aspettato che scendesse ad aprirmi.
Quando è arrivato ho preso la fogliolina e l'ho messa tra le sue mani.
Poi sono salita in macchina e sono ripartita verso la mia
routine.

Ma quella fogliolina ha cambiato per sempre il senso di questa giornata.
Quella fogliolina mi ha detto che va tutto bene, mi ha detto che amo e che sono amata. Quella fogliolina ha superato il temporale, gli aghi di pino, i tergicristalli e l'azione delle mie mani. Ed è rimasta intatta, lì, sul mio parabrezza.
Quella fogliolina, però, non era lì per me.
Quella fogliolina era lì perché io la trovassi, ne capissi il significato e aiutassi qualcuno a fare altrettanto.
Spero solo di esserci riuscita.

Postato da: BettaB a 18:12 | link | commenti (10) |
amore, cuore, vita, speranza, ale , mattina, sorpresa, dono, fogliolina

martedì, 03 giugno 2008

Ultimamente ho sempre pensato che avrei voluto svegliarmi tra dieci anni per scoprire che, alla fine, è andato tutto bene.

Ora invece penso che voglio viverli questi dieci anni per far sì che le cose imparino ad andare per la loro strada, quella giusta davvero.

Postato da: BettaB a 17:45 | link | commenti (7) |
insegnamento, vivere, sopravvivere

giovedì, 29 maggio 2008

Ieri notte mi sono resa conto che ultimamente mi capita spesso di tornare a casa tardi e con le scarpe tra le mani.
Forse mi serve stare scalza sull'asfalto, forse sentire la strada sotto la pelle mi serve a capire dove sono.

Postato da: BettaB a 11:34 | link | commenti (4) |
le scarpe tra le mani, la strada sotto i piedi

lunedì, 12 maggio 2008

La bellezza di una persona
non è in ciò che fa,
è in ciò che fa gratuitamente.

Postato da: BettaB a 16:51 | link | commenti (7) |
riflessioni

domenica, 06 aprile 2008

Nella clinica di Innsbruck dove è ricoverata mia cugina c’è una pianta.
È alta e stretta. La parte che sta nel terreno è secca e gialla, ed è sostenuta da un bastone, ma è incredibile come la parte superiore sia verde e rigogliosa e non abbia bisogno di nessun sostegno per vivere.
Ecco, questa pianta è stato per me il simbolo del mio viaggio, il simbolo della speranza.
 
Mi sono portata dentro l’odore di quel posto. Un odore dolce ma forte, indecifrabile.
Ieri c’era il sole, oggi nevicava. Lì è tutto imprevedibile, forse perché lì sono raccolte tutte le conseguenze dell’imprevedibilità della vita. Ho visto cose, persone, situazioni talmente sbalorditive che faccio ancora fatica a rendermene conto davvero.
Non potete immaginare quanti danni possa fare un incidente stradale.
 
E poi.
E poi c’è Giada, mia cugina. Ho il suo profumo nella pelle, le sue parole nelle lacrime che per la prima volta mi trovo a versare, dopo aver passato ore ed ore a rispedirle al mittente.
Ieri, con estrema fatica, mi ha detto “Devi dirmi quando vieni a trovarmi”.
E oggi “Sei così bella, sei bellissima”. Io le ho detto “Non è vero, sei tu che sei bellissima”.
Lei mi ha risposto “Io non mi vedo bella”. In quel momento, in quel preciso istante, avrei voluto prendere tutta la bellezza del mondo e darla a lei, perché sapevo che lei la merita più di chiunque altro. Da quel momento tutto quello che faccio, davvero qualsiasi cosa, la prima cosa che penso è lei non lo può fare.
Un giorno spero di poter smettere di pensare questa frase non perché io mi dimentichi di lei, ma perché lei sarà in grado di fare quello che faccio io e molto di più.
Soprattutto molto di più. Perché lei è migliore. Di me sicuramente.

Postato da: BettaB a 19:02 | link | commenti (9) |
speranza, giada

martedì, 25 marzo 2008

pensieri di una sera di Pasquetta

Sento che sta arrivando la primavera.

E non me ne accorgo guardando fuori dalla finestra, ma dentro.

Mi accorgo che sto potando i rami secchi, che sto facendo fiorire nuovi fiori. Che mi sto staccando, seppur con dolore, da chi si fa edera e non quercia, per avvicinarmi a chi è un pesco in fiore.

Scopro e riscopro persone vive e vere perché appassionate, che non sognano solamente ma provano a viverli i loro sogni. È la passione la linfa vitale di questa vita.

E mentre penso a tutto questo tengo in braccio Jessica, la mia cuginetta di quattro mesi e mezzo che pesa otto chilogrammi, e le sussurro a un orecchio che è bellissima. Ed è vero, è bellissima per tanti e forse troppi motivi, ma soprattutto perché nei suoi occhi vedo tutta la primavera che sento nel mio cuore.

Postato da: BettaB a 10:57 | link | commenti (13) |
speranza, primavera,

martedì, 11 marzo 2008

Non è una sconfitta
a fare un fallimento
Non è un ostacolo
a fare una caduta

Postato da: BettaB a 20:58 | link | commenti (21) |

sabato, 08 marzo 2008

Le donne devono fare il doppio di ciò che fa un uomo

perché venga loro riconosciuto la metà.

Auguri

Postato da: BettaB a 11:07 | link | commenti (16) |
donne, auguri

domenica, 02 marzo 2008

L'opinione di Lavinia, una lettrice, sulla mia creatura.

Un breve romanzo ma che colpisce al cuore. Si potrebbe definire un "Lettera a un bambino mai nato", di Oriana Fallaci, rovesciato: in questo romanzo non è la madre a parlare col figlio, ma la bimba che, nel grembo materno osserva il mondo, la vita dei genitori, che nella loro quotidianità si scambiano importanti lezioni di vita e amore che serberanno per sempre. Attraverso gli occhi della piccola creaturina, riviviamo le esperienze della madre, nelle sue gioie , le delusioni, la vita di tutti i giorni. E' un buon romanzo, scritto bene e commovente, soprattutto il finale (l'ultimo capitolo è eccezionale). Per niente noioso nonostante il continuo susseguirsi di piccoli avvenimenti quotidiani che invece, fanno sì che il lettore si immedesimi ancora di più in questa bella storia.

Postato da: BettaB a 08:34 | link | commenti (20) |
cultura, donne, letteratura, sentimenti, libro, , romanzo, grazie, opinione, nata con i piedi nel sangue

domenica, 17 febbraio 2008

Le prime parole della mia creatura
"Nata con i piedi nel sangue"
Una tiepida sera di fine estate e, in un letto, voi due.
Lui ti bacia, tu ricambi i suoi baci.
Con una mano ti accarezza il collo, come piace a te. Poi ti stringe, e tu segui i suoi movimenti come se fossi creta nelle sue mani. All’improvviso ti scosti, le sue dita iniziano a rincorrerti, e tu, provocatoria, le sfuggi, o fingi di farlo. Ora ti fermi, e lasci che sia lui a condurre il gioco. I tuoi piedi freddi sulle sue gambe, le sue labbra calde sulle tue spalle, e sempre più giù.
La sua cravatta è per terra insieme a tutto ciò che è inutile.
Stesi sul letto, arrotolati tra le lenzuola, fate l’amore. Persa nel piacere, senti girare la testa. Per un attimo non esiste più niente al mondo, soltanto tu e lui. Claudia e Francesco.
Poco dopo tu e il tuo sorriso che vale più di mille parole siete accoccolati tra le braccia che lui ti stringe intorno. Poi, però, ti fai seria, dici al tuo uomo che vorresti fosse anche il padre di tuo figlio. Lui risponde che lo sa da sempre e lo desidera da ancora prima, ma che forse questo non è il momento. Per rassicurarti, sussurra: “Manca qualcosa alla perfezione, ma vedrai che arriverà presto”.
Sembri più calma, anche se non è così. Non glielo dici ma c’è qualcosa che ti urla dentro: non ti spaventa avere un figlio, ti spaventa non averne uno. Hai desiderato diventare mamma sin da quando sei diventata donna, hai sempre cullato il sogno di un figlio e non vedi perché dovresti smettere di volerlo adesso che hai trentadue anni e una vita che cammina con le sue gambe.
Lui ti abbraccia e pensa di non averti mai detto della sua paura di riprovare a essere padre, dopo i tentativi e soprattutto dopo i fallimenti. Ti stringe più forte, convinto che, almeno per un po’, potrà continuare a non dirti perché questo non è il momento. Non sa che il nostro tempo sta per
cominciare adesso, e neanche tu lo sai.
Lo guardi e scoppi a ridere. “Perché ridi?” chiede. È spettinato come uno spaventapasseri, ma non glielo dici, gli dici semplicemente che sei felice, felice di lui e di voi. E lui sceglie di crederti.
Io sono qui, a guardarvi dalla finestra. Mi hai cercata oltre le nuvole ma io ero anche più in là. Ora, però, sono qui. Non sarai più sola, è scoccata la scintilla che mi ha dato la vita.
Il mio viaggio è iniziato così. Voglio che tu lo sappia, perché un giorno potresti chiederti cosa mi passava per la testa, e voglio che a questa domanda tu possa dare la giusta risposta.
Da questa sera, in questo letto, c’è qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Ci sono io.
Saranno i nove mesi più belli della nostra vita.

Postato da: BettaB a 17:24 | link | commenti (33) |
cultura, donne, letteratura, editoria, libro, romanzo, maternità, nata con i piedi nel sangue